STUDIO DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA

 

 

Lo studio della composizione corporea rappresenta il primo passo per un nutrizionista 

per strutturare al meglio un piano alimentare e perché no, chi come me è anche Personal

Trainer, un piano d'allenamento

Ma ci tengo a precisare: si parla sempre di "Stima" della composizione corporea

 

 

COSA UTILIZZARE PER STIMARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA


Il campo della ricerca sulla composizione corporea umana ha raggiunto una fase matura del suo sviluppo: le tre aree interconnesse che definiscono la ricerca sulla composizione corporea, modelli e loro regole, metodologia ed effetti biologici sono ben definite e sono attivamente investigate da scienziati in diverse discipline da molte nazioni diverse.

 

Sono disponibili metodi per misurare tutti i principali componenti della composizione corporea a livello atomico, molecolare, cellulare e del sistema tissutale in ambito di ricerca, clinica ed epidemiologica.

 

Diversi studi hanno evidenziato l'importanza di misurare i distretti corporei per la corretta analisi dei fattori genetici implicati all'obesità, per lo studio dei problemi legati all'obesità come le displipidemie e per capire le relazioni tra composizione coporea e spesa energetica. La conoscenza oggettiva della composizione corporea è considerata il primo gradino nella stesura di un validoprogramma di controllo del peso (F.I. Katch: Professor department ofExercise  University of Massachusetts e W.D. McArdle: professor departmentof Health & PhysicalEducation of Queen College of the City University of NY)

Questa recensione riassume i principali metodi pratici per misurare e stimare la composizione corporea, identificando quali siano più idonee per elaborare un piano alimentare

 

 

 

COSA UTILIZZARE PER STIMARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA? COSA SIGNIFICA, NELLA PRATICA, STIMARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA?

 

Lo studio della composizione corporea, come già detto, mira ad ottenere tutte le informazioni per creare un piano d'allenamento ed alimentare tra loro compatibili in linea con l'obiettivo del soggetto.

 

Poiché si parla di stima è importante utilizzare più sistemi di indagine per ottenere più dati

possibili quindi potremo utilizzare e stilare una media tra sistemi quali antropometria,

plicometria e bioimpedenziometria.

 

Tutte queste metodiche possono determinare:

- Massa grassa (FM)

- Massa magra (MM)

- Acqua Totale (TBW)

- Acqua extracellulare (ECW)

- Metabolismo Basale (BMR)

 

e tanti altri parametri grazie ad equazioni predittive.

 

 

ANTROPOMETRIA

 

E' la scienza che si occupa delle misure del corpo umano nella sua globalità e nelle sue componenti. Viene utilizzata in medicina per fini clinici, nell'ergonomia per lo studio di migliori posizione lavorative, nel disegno industriale e nella moda per la programmazione degli standard delle taglie. 

 

Si basa sulla rilevazione di alcuni parametri (statura, peso, circonferenze, diametri ossei e corporei pliche cutanee) che possono essere usati singolarmente o combinati tra loro. Un esempio è l'andamento del peso nel tempo (utilizzo singolo) o la combinazione di circonferenza del braccio (CB) + plica tricipitale (PT) per stimare l'area muscolare (AMB) e del tessuto adiposo del braccio con le seguenti formule predittive: 

 

AMB= CB-(Pigreco x PT)^2/ 4 x Pigreco   o     TAB=ATB-AMB    dove    ATB(area totale del braccio)= CB^2/4Pigreco

Stessa cosa è possibile fare per il polpaccio e per la coscia.

Attraverso la valutazione antropometrica si ottengono indicatori per eseguire quindi il calcolo di vari parametri, confrontando i quali si ricavano stime di composizione corporea e si definisce uno "stato nutrizionale"; gli indicatori più comuni sono:

  • RAPPORTO STATURO-PONDERALE ossia il BMI o rapporto tra altezza e quadrato del peso, non tiene conto di fattori quali massa grassa e magra e si riferisce ad una popolazione sedentaria quindi non deve essere utilizzato per il monitoraggio di          persone sportive ed atleti

  • MORFOLOGIA E STRUTTURA SCHELETRICA. E' possibile differenziare un soggetto esile da uno medio o robusto rapportando la circonferenza del polso o il diametro osseo del gomito con statura e peso 

  • BIOTIPO. E' possibile, in base al rapporto vita-fianchi e ad altri indici (circonferenza spalle, torace, cosce etc...), classificare un paziente in sovrappeso o obeso secondo tipologia androide, ginoide o intermedia.

  • SOMATOMETRIA. Rappresenta l'analisi della morfologia umana nelle sue componenti adipose, muscolari e muscolo-ponderali. La somatometria viene codificata dal medico e psicologo statunitense William Sheldon jr il quale identifica tre componenti: endomorfismo (caratteristica adiposa con riferimento al tessuto adiposo sottocutaneo), mesomorfismo (caratteristica muscolo-scheletrica) ed ectomorfismo (caratteristica staturo-ponderale) che descrivono ogni individuo e lo caratterizzano come appartenente ad un determinato somatotipo. La variabilità tipologica è espressa attraverso la combinazione di tre numeri: assegnando a ciascun componente un punteggio da 1 a 7 e servendosi di un atlante fotografico (triangolo di Reuleaux) e della combinazione di alcune misure (plica tricipitale, calibro del ginocchio, gomito etc...), si riesce a dare una valutazione di tipo morfologico ossia il somatotipo del soggetto.  L'atlante fotografico rappresenta un triangolo curvo sul cui apice si colloca il somatotipo 1-7-1 corrispondente al massimo del mesomorfismo (7) ed al minimo (1) delle altre due componenti, in basso a sinistra si colloca il somatotipo 7-1-1 corrispondente al massimo dell'endomorfismo (7) ed al minimo (1) delle altre due componenti, infine in basso a destra si colloca il somatotipo 1-1-7 corrispondente al massimo dell'ectomorfismo (7) ed al minimo (1) delle altre due componenti. E' chiaro come si potranno avere soggetti puri e misti.

 

PLICOMETRIA

Questa metodica di rifà alla densitometria in quanto determina il valore 

della massa grassa sempre attraverso un valore relativo alla densità corporea,

ma ottenuto con formule predittive, quadratiche o logaritmiche, in cui venga

inserito, tra i vari parametri antropometrici, il valore della somma delle pliche

cutenee.

Il termine plica sta ad indicare lo spessore di una piega costituita da cute e 

relativo tessuto adiposo sottocutaneo in un punto specifico del corpo. E'

costituita essenzialmente da tessuto adiposo sottocutaneo profondo, superfi-

ciale e cute.

E' un tipo di densitometria che considera come assunto il fatto che vi sia uno stretto rapporto tra la somma delle pliche ed il tessuto adiposo corporeo totale,anche se varia in funzione dell'età e dello stato nutrizionale.

La plicometria rappresenta per eccellenza lo studio della composizione corporea bicompartimentale più diffusa in quanto non è invasiva, è di rapida esecuzione, applicabile a quasi tutti i soggetti (sono esclusi i soggetti gravemente obesi dove è chiaramente poco utile e poco realizzabile tale metodica) ed è poco costosa. Grazie ad equazioni predittive è utile nello stimare massa grassa e massa magra ed unitamente all'antropometria può creare un primo screening nutrizionale utile per inquadrare il soggetto.

BIOMPEDENZA

Questa metodica si è ampiamente sviluppata dagli anni '80 grazie al lavoro di ricercatori statunitensi e francesi, conosciuta come B.I.A. (Bioelectrical Impedance Analysis) rappresenta oggi il metodo meno invasivo, relativamente poco costoso, di semplice esecuzione in qualsiasi contesto, dall'ambulatorio alla terapia intensiva, dal fitness alla competizione, riproducibile ed adatto alla routine. Si parte dall'assunto che i tessuti biologici hanno proprietà di condurre corrente pertanto questa tecnica descrittiva consente di trarre informazioni sulla composizione corporea tissutale di un organismo vivente attraverso la determinazione dell'impedenza corporea al passaggio di corrente elettrica (flusso di cariche che scorrendo in un conduttore sono soggette a differenza di potenziale)

 

 

Questo tipo di indagine consente di dimostrare che non è vero che allenandosi più del dovuto si possano ottenere maggiori risultati, che l’andamento del peso non è costante, e che giornalmente la concentrazione  di acqua può variare di molto. Infatti, l’idratazione corporea subisce numerose variazioni durante la giornata, e proprio a causa di questi shift fisiologici il valore normale di idratazione è difficilmente riassumibile da un solo valore o  punto specifico. Inoltre, contrariamente a quanto si pensi, il calo ponderale non è sinonimo di diminuzione di grasso, soprattutto quando avviene in poco tempo, e che a seguito di una dieta non controllata variano, innanzitutto acqua e massa proteica, ovvero la massa cellulare

 

La metodica consiste nell’inviare un impulso elettrico al corpo che si comporta come un circuito elettrico, in particolare, la corrente lo attraversa più facilmente se esso ha una concentrazione di fluidi corporei maggiori, mentre incontra più resistenza quando è presente più massa cellulare. Considerando che il tessuto grasso è un cattivo conduttore, ne consegue che l’impedenza corporea dipende quasi completamente dalla massa magra. In tutti i misuratori di impedenza, viene assunto a priori che l’idratazione corrisponda al 73% della FFM (massa magra).

 

La bioimpedenza quindi misura la forza che i tessuti corporei oppongono al flusso di correnti alternate note. L’Impedenza (Z) bioelettrica e’ il risultato di due componenti: Resistenza(R) e Reattanza(Xc). La Resistenza e’ inversamente proporzionale al contenuto idrico (più Acqua = meno resistenza), la Reattanza e’ proporzionale alla densità di cellule nei tessuti (più cellule *= più reattanza *) *a parità di fluidi corporei.

 

Quindi l'impedenza (Z) misura la capacità di un corpo di condurre la corrente,  la resistenza (R)  misura l' attitudine di un materiale di opporre resistenza al passaggio delle cariche elettrice, la reattanza (Xc) rappresenta la parte immaginaria dell’impedenza ed è causata dalla presenza di induttori e/o condensatori nel circuito. Nel caso del corpo umano le membrane cellulari agiscono come condensatori.

 

Pertanto la misura di questa conduttività o impedenza bioelettrica dipende strettamente dalla presenza di acqua nei vari distretti corporei. 

Nelle strutture biologiche l’applicazione di una corrente elettrica alternata, costante e di basso livello, incontra una Impedenza (Z) che dipende sia dalla frequenza che dalla conducibilità legata alla distribuzione idro-elettrolitica del conduttore e  alle sue caratteristiche.

 

In assenza di patologie o di stati idro-elettrolitici alterati, i valori fisiologici nella norma di R e Xc per la popolazione caucasica rientrano nei valori:

 

  • Uomo R = 350 650 e Xc = 35 65

  • Donne R = 400 750 e Xc = 40 70 

La misura deve essere eseguita in posizione supina con le braccia leggermente staccate dal tronco e le gambe leggermente abdotte. La misura deve essere tetrapolare e gli elettrodi devono essere posti a 5 cm di distanza tra loro (Am J Clin Nutr 41: 810, 1985)

In conclusione a bia è fondata su formule di regressione con rapporti costanti (teorici) di composizione dei compartimenti; queste formule includono sesso,età,statura e peso e trasformano la proprietà elettrica misurata (impedenza) in volumi(intra ed extracellulari), masse (magra,grassa,cellulare), metabolismo basale ed altre grandezze predittive.

Nota molto importante: la bia si effettua in posizione supina con 4 o 8 elettrodi, dipende se si sta eseguendo una valutazione totalbody o settoriale. Pertanto è chiaro come l'utilizzo delle bilance impedenziometriche (molto in voga ed economiche) sia di scarsa utilità, diffidate di professionisti o pseudotali che optano per questa inutile tipologia di valutazione

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27467065

LE STIME DEI VARI SISTEMI DI MISURA

Di seguito è presente una carrellata di nozioni utili per comprendere il referto della visita nutrizionale

ANTROPOMETRIA PLICOMETRIA E SOMATOMETRIA

 

Ingrassamento Androide: Tipo iperlipogenico, «non mangio nulla e continuo ad ingrassare» Sregolazione dell’asse ipotalamo ipofisi corticosurrene (ortosimpaticotonia), con tendenza all’iperinsulinismo da adeguamento funzionale 

Ingrassamento ginoide: Tipo ipolipolitico, «non mangio nulla e non riesco a dimagrire», Sregolazione dell’asse ipotalamo vago insulina (parasimpaticotonia), con attivazione del parasimpatico che tende a rallentare il metabolismo

Plica iliaca: particolarmente sensibile all’insulina ed è indice di iperinsulinismo (aumento veloce)

Plica sottoscapolare: sensibile al cortisolo e segnala una evoluzione dismetabolica verso una progressiva insulino resistenza (aumento lento)

Plica della coscia: fortemente influenzata da fattori costituzionali e dagli estrogeni; inoltre da particolari regimi alimentari restrittivi e iperinsulinemia episodica. Questa plica monitorizza la distribuzione di grasso di tipo ginoide:

  • È una zona sensibile agli estrogeni

  • È influenzata da alimentazione iperproteica con netta prevalenza delle proteine animali su quelle vegetali associata ad episodi di abuso di zuccheri semplici rispetto agli amidi, stimolando così iperinsulinemia episodica in ambito di comportamenti restrittivi

Plica sovrailiaca e sottoscapolare: Queste due pliche monitorizzano la distribuzione di grasso di tipo androide, la prima registra più rapidamente le modificazioni del comportamento alimentare perché è più sensibile all’insulina attraverso un iperinsulinismo, la seconda è invece più sensibile al cortisolo, attivando insulinoresistenza da iperattività surrenalica. Il cortisolo alza la glicemia e stimola quindi l’insulina che è lipogenica producendo ingrassamento

Body Mass Index : può essere utilizzato su popolazione in sovrappeso/obesa, ma con evidente accumulo di tessuto adiposo

Body Adiposity Index : può essere utilizzato per valutare il tessuto adiposo nel tempo, ma solo sulla stessa persona

BIA AKERN

Angolo di Fase(Pa o PhA): riflette il relativo contributo dei fluidi (R) e delle membrane cellulari ( Xc ); PhA è un parametro elettrico che esprime la proporzione tra gli spazi intra ed extracellulari. L’Angolo di Fase è un metodo lineare per misurare le relazione esistente fra Resistenza e Reattanza. In un individuo sano l’angolo di fase varia tra i 6 e gli 8. Il suo valore diminuisce in caso di ridotta cellularità o aumentata fluidità extracellulare. Questo valore diretto può essere utilizzato come strumento di follow up per monitorare la supercompensazione o il sovrallenamento, infatti a parità di volume di lavoro e dieta se si presenta un angolo di fase in diminuzione è possibile che il carico allenante sia eccessivo e che il soggetto debba recuperare/riposare, quando sarà uguale o superiore al valore precedente il soggetto avrà totalmente recuperato. E’ possibile infine utilizzare il PhA per monitorare i miglioramenti di lesioni o traumi molto gravi (I°II°III°), all’aumentare di questo parametro bioelettrico la lesione sarà in recupero/miglioramento

Correlazione tra R, Xc  e PhA: esiste una correlazione tra resistenza, reattanza ed angolo di fase, infatti se si dovessero monitorare questi 3 parametri bioelettrici diretti avremmo 2 scenari:

  • Pa in diminuzione / Reattanza in aumento / Resistenza in aumento: soggetto in catabolismo

  • Pa stabile o leggermente in diminuzione-aumento/ Reattanza in aumento  / Resistenza in aumento: soggetto in disidratazione

TBW: l'acqua corporea totale, sia quella interna, che quella esterna alle cellule

ECW: l'acqua extracellulare  è localizzata principalmente nello spazio interstiziale, all’interno dei vasi sanguigni, nei tessuti linfatici nel liquor. Un basilare indice di benessere dipende dalla corretta distribuzione dell’acqua totale nei due compartimenti. Infatti, non è tanto importante sapere che il nostro corpo contiene ad esempio 50 Lt di acqua, quanto la sua distribuzione. Molti studi confermano che la normo idratazione è presente solo nei soggetti sani e ben nutriti. Nel compartimento extracellulare rientrano il plasma, la linfa, la saliva, i compartimenti liquidi dell’occhio, i succhi digestivi, il sudore, il liquido cefalorachidiano e il liquido dello spazio che circonda le cellule. La maggior parte del liquido perso con il sudore proviene dal comparto Extracellulare, in particolare dal plasma. Quasi nella totalità dei casi le variazioni dell’acqua corporea avvengono in questo compartimento, mentre le variazioni in più o in meno del compartimento intracellulare sono nell’ordine di + o 5 %. Una variazione superiore potrebbe causare danni alla massa cellulare stessa. Bisogna ricordare che, mentre gli adipociti sono essenzialmente anidri, il tessuto adiposo ha un contenuto di acqua nel suo comparto extracellulare

FFM: rappresenta la massa corporea libera dal grasso, ma contiene il grasso essenziale. Spesso viene confusa con la massa corporea magra (LBW); quest’ultima non comprende il grasso essenziale. Per definizione rappresenta la massa corporea libera dal grasso, ma comprende il tessuto adiposo essenziale. In essa si ritiene partecipino i muscoli, l’acqua corporea totale, la massa ce rimane sottraendo tutta l’acqua, i visceri e gli organi, i tessuti connettivi. La sua variazione fisiologica può dipendere dallo stato nutrizionale, dall’età, dallo stimolo dato dall’esercizio, dallo stato di idratazione

FM: Si osserva spesso confusione tra le definizioni di massa grassa e tessuto adiposo, che sono rispettivamente a livello molecolare e a livello degli organi dei tessuti nella composizione corporea. Il tessuto adiposo è un tessuto connettivo formato da adipociti, fibre collagene ed elastiche, fibroblasti e capillari. Circa l'80% del tessuto adiposo è massa grassa, la famiglia specifica di lipidi costituita da trigliceridi. La discussione sulla diversa terminologia della composizione corporea è particolarmente rilevante per la comprensione della sua componente di idratazione

SMM: Rappresenta il muscolo volontario utilizzato per consentire i movimenti e mantenere la postura. Riflette meglio lo stato nutrizionale, le riserve di proteine corporee. Una grande frazione di SMM total body è presente negli arti e correla con la reattanza.

BMC: rappresenta la stima dei minerali nelle ossa e fa parte della FFM. L’osso è un tessuto dinamico che include cellule, vasi sanguigni, collagene e depositi di minerali. Questo valore raffigura la stima dei minerali contenuti nelle ossa, ma non rappresenta il peso totale dello scheletro ed è una componente della FFM

Na/K: (scambio sodio potassio): è un valore molto importante che ci indica il buon funzionamento o meno della cellula. Il valore ideale è un rapporto di uno a uno fra sodio e potassio. Se il valore sale fino a 1,6 vuol dire che è entrato nella cellula il 60% in più di sodio, quindi siamo in presenza di forte ritenzione idrica (iper-idratazione) e malnutrizione proteica. Se il valore scende a 0,6 siamo in presenza di forte disidratazione e malnutrizione energetica (occorre aumentare le calorie giornaliere)

vedi cosa sono e le stime dei dispositivi biotekna utilizzati durante la visita nutrizionale

VIDEO REFERTO VISITA NUTRIZIONALE

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