POSTURA E VALUTAZIONE POSTURALE


La postura viene definita come la disposizione delle parti del corpo nello spazio pertanto una buona postura è quello stato di equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo da lesione o deformità progressiva malgrado la posizione (eretta,distesa, accovacciata,china) in cui queste strutture lavorano o oppongono resistenza. In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace e gli organi toracici ed addominali si troveranno in posizione ottimale.


La tecnica più usata per comprendere eventuali alterazioni è proprio la valutazione posturale la quale parte dall’analisi ed osservazione del paziente utilizzando un filo a piombo.


Perché proprio un filo a piombo?


Perché rappresenta uno standard che si basa sulla legge naturale della gravità, è uno strumento semplice nella scienza della meccanica che permette di apprezzare gli effetti di tale forza. Immaginarie linee e piani nello spazio sono gli assoluti nei confronti dei quali sono misurate variabili e relativi movimenti e posizioni.


Nello studio della meccanica del corpo, le linee a piombo rappresentano dei piani verticali. Con la posizione anatomica del corpo come base, le posizioni ed i movimenti sono definiti in rapporto a tali piani. La meccanica del corpo è una scienza che si occupa delle forza statiche e dinamiche che agiscono sul corpo stesso. Non è una scienza esatta ma, per quanto sia possibile ed utile, si devono introdurre gli standard ed occorre una buona dose di precisione.


Un allineamento ideale del corpo però non è possibile, sotto ogni aspetto, ma il tentativo di raggiungerlo è l’obiettivo verso cui vanno indirizzati tutti gli sforzi.


POSTURA E DOLORE


L’assunzione di una postura corretta è una buona abitudine che contribuisce al benessere della persona. La struttura e la funzione del corpo forniscono tutte le potenzialità per il raggiungimento ed il mantenimento di una postura appropriata.


Vicencersa, l’assunzione di una postura scorretta risulta di fatto una cattiva abitudine con una incidenza molto alta tra la popolazione. I difetti posturali hanno origine dall’impiego non corretto delle potenzialità del corpo e non dalla struttura e funzione di un corpo normale.


Se la postura “difettosa” fosse solo un problema estetico, ci si potrebbe limitare a preoccuparci dell’aspetto, ma chiaramente così non è in quanto questi difetti possono determinare l’insorgenza di un disagio, dolore o in alcuni casi gravi anche invalidità, a seconda della durata o delle gravità di tali problemi.


Pertanto la postura risulta alterata quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione sulle strutture portanti e quando l’equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio risulta meno efficace


Molto spesso il dolore associato ad una postura difettosa è figlio di effetti cumulativi quali piccole tensioni costanti o ripetute per un lungo periodo di tempo, chiaramente è importante una valutazione del paziente nella sua complessità. Alcuni casi di manifestano in modo acuto (lieve algia lombare per eccesso di retroversione causa ore prolungate seduti ad una sedia in modo scorretto) altri sviluppano dei sintomi dolorosi cronici (scoliosi strutturata con elevati gradi di cobb) mentre altri presentano sintomi cronici che possono riacutizzarsi.


Il dolore localizzato in regione lombare è il sintomo più frequente ma trovano ampio spazio anche dolore al collo, alle spalle ed al braccio, piede e ginocchio (per praticanti di jogging improvvisati).


Una buona meccanica del corpo necessita di un range di movimento adeguato, ma non esagerato. La flessibilità normale è una buona qualità, il che non può dirsi nei casi di una flessibilità eccessiva. Il principio fondamentale dei movimenti articolari è che maggiore è la flessibilità, minore è la stabilità e vicecersa. Il problema si pone nel caso di quelle attività sportive, di danza ed acrobatiche, in cui la raffinata performance richiede contemporaneamente una flessibilità ed una lunghezza muscolare superiore alla norma. Sebbene si consideri che “di più è meglio” per il miglioramento delle prestazioni, ciò potrebbe ripercuotersi negativamente sulla salute del soggetto.


A volte può subentrare una strana “dicotomia”, soggetto con postura scorretta ma con buona flessibilità. Apparentemente la postura può sembrare buona ma contestualmente è presente una rigidità/tensione muscolare che può limitare la mobilità a tal punto da impedire il cambiamento rapido di una posizione. D’altro canto, una scarsa mobilità, riscontrabile attraverso test ben definiti, può essere il fattore di maggior importante circa questa alterazione posturale.


L’esame posturale e le procedure di trattamento motorio sono indirizzate verso il recupero e la conservazione di una buona meccanica del corpo nella posturale e nel movimento. Gli esercizi terapeutici per il rafforzamento dei muscoli deboli e per l’allungamento di quelli contratti, costituiscono il metodo principale per il ripristino dell’equilibrio muscolare.


Chiaro come l’esame manuale di tutti muscoli è parte integrante della valutazione per il quale non esiste alternativa, ed è essenziale prima di prescrivere esercizi terapeutici in quanto quest’ultimi saranno somministrati per allungare muscoli corti, rinforzare muscoli lunghi e stabilizzare globalmente.


Le due componenti fondamenti dell’esame muscolare manuale sono la prova del rendimento e la valutazione di forze e lunghezza muscolare.


Per prova di rendimento si intendono tutti quegli esercizi performanti mentre l’esame della lunghezza muscolare serve a stabilire se la lunghezza stessa del muscolo è limitata o eccessiva, cioè se il muscolo è troppo corto per consentire un range di movimento normale, o se, essendo troppo lungo, permette un range di movimento eccessivo . L’esame della forza muscolare serve ad accertare la capacità dei muscoli o gruppi muscolari di funzionare durante il movimento o al loro capacità di fornire stabilità e sostegno attraverso dinamometri o test attivi (squat test, push ups test etc…)


La motivazione che mi spinge a scrivere questo articolo ed altri circa la valutazione e la ginnastica posturale deriva dal riconoscimento della prevalenza di problemi posturali, di condizioni dolorose associate e come precedentemente scritto casi limiti che portano a gravi disagi sociali e motori e quindi al contributo positivo che può dare una valutazione posturale ed un programma motorio altamente personalizzato che tenga conto dell’anamnesi del paziente.


Lo scopo è quello di far tendere ad una diminuzione dell’incidenza di tali effetti e al dolore che ne deriva attraverso la prescrizione e la modulazione di esercitazioni altamente personalizzate .

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